Daniele Giovanni Corbo

L’enologo

Daniele Giovanni Corbo è un giovane legato alle proprie radici e appassionato del vino, tanto da aver deciso di non limitarsi a degustarlo, ma anche di produrlo.

L’interesse per il mondo dell’enologia risale a quando da bambino  osservava suo padre lavorare nelle vigne. Ed è proprio in quel periodo che nasce il sogno di creare una sua cantina dove poter dare libero sfogo alla propria passione.

Per Daniele “vigna” è sempre stato sinonimo di calma e relax grazie al contatto diretto con la natura e alla riscoperta dei valori più profondi della vita.

Durante le giornate di lavoro in vigna avverto il forte legame che c’è tra la Vita e la terra, perché è proprio nella vite e nel suo modo di crescere ogni anno in maniera così irregolare che ritrovo e riconosco la vita e l'esperienza delle persone che, prima di me, l’hanno curata e coltivata con amore e sapienza

D. G. Corbo

Esperienza

Diplomato in Viticoltura ed Enologia ad Avellino, dal 2009 è iscritto all’Assoenologi, l’albo nazionale degli enologi ed enotecnici.

Dopo aver lavorato per 4 anni in una cantina nell’Alto casertano, dal 2010 al 2015 ha collaborato con l’enologo Carmine Valentino presso la Fattoria Alois.

Pur non avendo un enologo di riferimento nutre molta stima per diversi esperti del settore che nel corso degli anni sono diventati amici, oltre che colleghi. Rimane comunque molto forte il legame d’amicizia con Carmine Valentino che Daniele considera, ancora oggi, un maestro.

Nel corso degli anni ho sentito sempre più l’esigenza di intraprendere un percorso personale nel mondo del vino e di realizzare il sogno che avevo fin da bambino: aprire una cantina tutta mia.

D. G. Corbo

Pietreionne

E così nel 2015 è nata la cantina Pietreionne dove produce vini in grado di emozionare e di trasmettere la sua passione.

Per Daniele la cantina è un vero e proprio luogo in cui nascono idee e dove si possono contemplare le creazioni frutto di un lungo lavoro. E quel luogo in cui l’uva diventa vino è sempre accogliente come se fosse casa sua. Un posto dove ci si può sedere tra le botti e le bottiglie per trovare le gioie e le risposte che la nostra vita quotidiana non ci riesce a dare.

Il vino trasmette la vita, i pensieri e le idee della persona che l’ha prodotto. I suoi profumi, i suoi aromi e la sua complessità sono una forma di poesia che ci permette di degustarlo e contemplarlo spingendoci in un’esperienza che va oltre la realtà.

Il Sannio

Daniele crede nelle grandissime potenzialità del vino italiano e della sua continua evoluzione dal punto di vista della qualità. E una delle sue principali attenzioni è rivolta alla ricchezza di vitigni autoctoni presenti in tutte le regioni d’Italia.

 

Per quanto riguarda i vini campani Daniele crede molto nelle potenzialità della zona del Sannio, un’area che paragona a un diamante grezzo con le stesse potenzialità della Toscana. Le sue speranze sono riposte nelle cantine sannite grazie ai loro vitigni considerati tra i più belli al mondo.

 

Tra i vini in cui crede maggiormente la Falanghina merita una menzione speciale per la sua capacità di produrre vini fermi, spumanti, passiti e persino vendemmie tardive.